
Caterina dei Medici
Giovanissima aveva compiuto da poco quattordici anni, quando papa Clemente VII la dette in sposa ad Enrico d’Orleans, matrimonio, come si direbbe ora, sicuramente politico per portare a termine alcune operazioni riguardanti lo Stato del Vaticano, Firenze e i rapporti dei Medici con gli Orleans.
Caterina che ovviamente veniva da una dellel corti più ricche d’Italia, volle con sè a Parigi la governante, alcuni pasticceri, tre cuoche provenienti dal Mugello, un gelataio di Urbino e altri ancora.
Con l’arrivo di Caterina in terra di Francia arrivò anche il suo seguito, ed insieme a loro giunsero gli aromi e i profumi della cucina toscana e tutte le prelibatezze preferite dalla stessa che al tempo erano:
La rustica zuppa di cipolle toscane, diventata in Francia, dopo intelligenti arricchimenti la soupe d’oignons,

Quattro cipolle grosse bianche,una patata grossa (anche due), gr. 50 di burro, lt. 1,5 di brodo (anche di dado), pane casalingo raffermo, noce moscata, pepe, sale, olio, gr. 100 di parmigiano.
Esecuzione:
veniva preparata in questa maniera: dopo aver tritato finemente le cipolle, metterle in un tegame fondo con il burro e poco olio. Farle ammorbidire tenendole coperte e rigirandole spesso con un cucchiaio di legno. Quando avranno fatto l’acqua e saranno insaporite, aggiungere le patate a tocchetti piccolissimi, il brodo caldo e lasciare cuocere a lungo. A parte arrostire delle fette di pane casalingo raffermo e adagiarlo in tegame da forno, facendo un primo strato di brodo, pane e molto parmigiano grattato, poi ancora pane e ancora brodo e formaggio; passare in forno caldo per cinque minuti e servire.
CARCIOFI CATERINA DE’ MEDICI Dicono che abusando di questo piatto Caterina de’ Medici facesse una pericolosa indigestione

per 4/6 persone
- 6 carciofi
- succo di limone
- aglio, prezzemolo
- olio d’oliva
- 50 g di burro
- 12 creste di gallo
- 6 fegatini e 6 cuori di pollo
- mezzo bicchiere di Marsala secco
- sale, pepe
- un pizzico di cannella, 1 chiodo di garofano, noce moscata
- 1 cucchiaio di aceto
Esecuzione:
Private i carciofi di tutte le foglie esterne, conservando solo i fondi, e metteteli subito in acqua e limone per impedire che anneriscano. Scaldate l’olio d’oliva e cuocetevi i carciofi insieme a uno spicchio d’aglio e al prezzemolo tritato, con sale e pepe, più qualche cucchiaio di acqua calda. Sbollentate in acqua calda le creste di gallo e spellatele, poi tagliatele a pezzetti, sbollentate anche i cuori e tagliate anche questi, poi metteteli tutti insieme a rosolare nel burro già caldo, aggiungendo all’ultimo momento i fegatini e dopo aver brevemente cotto anche questi, unite il Marsala, sale, pepe, tutte le spezie e pochissimo aceto. Fate sobbollire vivacemente fin che il sugo si riduca a metà. Scaldate il piatto di portata e collocate al centro l’intingolo di rigaglie di pollo, contornandolo con i carciofi.
IL CIBREO Piatto molto simile al suffritto napoletano, di cui pare fosse ghiottissima la ns. Caterina de’ Medici

Ingredienti:
- gr. 400 di fegatini di pollo
- gr. 40 di burro
-1/2 cipolla
-1/4 di bicchiere di vino bianco secco
- una puntina di cucchiaio di concentrato di pomodoro
- olio
- salvia
- sale
- pepe.
Esecuzione:
Tritare finemente la cipolla, soffriggerla nel burro ed olio uniti. A metà rosolatura unirci i fegatini (che prima saranno stati lavati, asciugati e tagliati in due pezzi). Insieme mettere anche qualche foglia di salvia.
Giunti al termine della rosolatura bagnare con vino bianco e lasciare evaporare. Diluire il concentrato di pomodoro con pochissima acqua calda e unirlo al tutto. Salare, pepare e portare a cottura senza forzare la fiamma (tempo di cottura circa venti minuti)
Ai tempi di Caterina, quando il pomodoro non si conosceva, si usavano chicchi di uva vivaista non ancora maturi ma che già avevano assunto il bel colore verde scuro.